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MARCO GENOVESI
Entrato nel  mondo cinematografico nel 2008, prima assisteva da spettatore alla View conference , ora invece,  lo ritroviamo sul palco e  con il suo inglese “maccheronico”,   ci presenta il suo lavoro.


Mpc ha lavorato al film direttamente in stereoscopico, lavorando su piattaforma Linux. Marco ha lavorato sul copositing, sul painting del film Prometheus.
Gli ambienti sono stati girati in Islanda,  posto ben accessibile e che si apprestava per le scene. Sono state inserite in questi ambienti di grandi pianure, le montagne in post produzione. Le mappe, realizzate con l’ aiuto di mappe di google e scatti fotografici riprodotti  in CGI. Ridney  nel film afferma che non ci sono limiti di espressione, ogni artista ha lavorato con piena libertà di movimento alle scene.

E’ stato realizzato lo scan del terreno e realizzato con Mudbox, creata la map displacement e lavorata con photoshop.
In seguito sono stati create le rocce realizzate in Maya, creando una libreria di rocce e pinnacoli.

Attraverso un processo di mappatura abbiamo definito le rocce grandi intorno ai pinnacoli, così le rocce più piccole, tramite un processo automatizzato. Creando zone, controllando la mappatura con 2500 pinnacoli e 200000 rocce con un totale di 25 milioni di poligoni da gestire, renderizzati con Renderman, area lights. Anche con una forza di calcolo enorme di Mpc sono state impiegate per queste scene 8 ore di calcolo a frame.
Ridney voleva la piramide più a cupola riprendendo lo “stile alien”.

Il dettaglio della testa della cupola, è stato un lavoro paziente di ricerca, per realizzare la shot finale perfetta. Aggiustato della post produzione finale, spesso si lavora mesi per realizzare pochi secondi come nella testa della piramide. La piramide anch’essa con un livello di dettaglio elevato, è stato un grande lavoro di map displacement, migliorato con l’aggiunta della post produzione.



Il  mattepainting è stato realizzato sia per le scene di odiurna che per le scene in notturna, per simulare le ombre delle nubi.
L’environment dello spazio, è stato anche qui fonte di ricerca. Identificando la linea di luce dell’orizzonte, per dare apeal all’immagine, mantenendo un alto livello di estetica, anche per le scene secondarie, come per le nuvole e i sistemi gassosi in background. Negli shot c’è molto painting per economizzare a livello di soldi e di tempo della produzione.
Software utilizzati: Photoshop, Nuke, Maya e software propetari di MPC.
IlMattepainting economica come tecnica, importante il parallasse tra gli elementi, illuminando in post produzione , risulta più veloce e meno costoso del 3d completo.
“Importate non focalizzarsi su uno specifico software, ma avere la tecnica e le idee giuste sono la forza di ogni progetto” afferma Marco.

MARCO GENOVESI

Head of 3D DMP & Environment, MPC

Marco ha iniziato la sua carriera negli effetti visivi 20 anni fa, lavorando come artista digitale per i videogiochi in aziende come Genias e Lightshock Software prima di passare allo studio di postproduzione per la tv e il cinema Dreamlike Visions, nel 1999, dove è rimasto per 8 anni. Marco è entrato alla MPC nel 2008 come direttore tecnico senior ai DMP e all’ambiente, lavorando a film come “The Wolfman”, “Scontro tra Titani” e “Robin Hood” di Ridley Scott. Nel 2010 Marco ha accettato il ruolo di responsabile di DMP e ambiente; in questo ruolo ha lavorato a “Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare”, “X-Men: First Class”, “Harry Potter e i doni della Morte: Parte 2”, “Dark Shadows”, “Prometheus” e “Total Recall”. Marco ha recentemente guidato il lavoro del suo team sul nuovo, attesissimo film di James Bond, “Skyfall”.

 

I sorprendenti ambienti di Prometheus

Marco presenterà il lavoro di MPC su “Prometheus”, il film di Ridley Scott. Come responsabile degli effetti speciali per il film, MPC ha prodotto più di 420 riprese, tra cui sono incluse la creazione del pianeta alieno LV-223, gli ambienti spaziali, l’equipaggio umano e le navicelle spaziali Engineer, la sequenza di un incidente epico e l’alieno Hammerpede. Marco ci rivelerà le tecniche usate per creare gli effetti speciali di uno dei film visivamente più spettacolari dell’anno, concentrandosi su come il team di MPC ha creato il pianeta alieno e gli ambienti spaziali.

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