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Andiamo a vedere il lavoro realizzato da Axis Animation con l’utilizzo del software di digital compositing Fusion Studio di Black Magic Studio, per realizzare la cinematica e i filmati cutscene dell’ultimo videogioco di strategia in tempo reale della Relic Entertainment e SEGA Europe, Warhammer® 40,000®: Dawn of War III®.
Fusion è la chiave del successo nella nostra sfida creativa e logistica. È stato assolutamente indispensabile per Dawn of War III


Dawn of War 3 – Cinematic Storyboard Comparison Preview Edit

La Axis Animation ha già lavorato a diversi titoli della AAA SEGA, tra cui Aliens: Colonial Marines e Alien: Isolation, ma per Dawn of War III il suo team ha adottato un approccio tutto nuovo in materia di pipeline VFX, che consente di disegnare e ottimizzare i personaggi 3D nell’ambiente di compositing 2.5D di Fusion Studio.
“L’ingrediente del successo del nostro concept proposto alla Relic è stato l’immaginario del pittore surrealista polacco Zdzisław Beksiński. Insieme alla Relic abbiamo tracciato un equilibrio perfetto tra l’estetica eterea in stile Beksiński e il mondo di Warhammer 40K, consolidato dalla Games Workshop®,” spiega John Barclay, responsabile LRC (luci/rendering/compositing) del progetto. La Axis ha prodotto il premiato trailer di Dawn of War III, applaudito da pubblico e critica.

Warhammer 40,000: Dawn of War 3 – Announcement Trailer (Axis Animation)

Sulla scia del successo del trailer, gli sviluppatori della Relic Entertainment hanno voluto seguire la stessa direzione artistica per le cutscene. Per farlo, il team della Axis ha assemblato le scene all’interno della pipeline standard dello studio, automatizzando però il processo di conversione delle scene 3D in una moltitudine di piani, necessari per il compositing in 2.5D.
“Questo metodo ci è stato di grande aiuto, soprattutto per le cutscene, costituiti da movimenti della telecamera limitati”, continua Barclay. “Avere la flessibilità di ricorrere a effetti come la nebbia volumetrica, e inserirli nella stessa scena fatta di personaggi e ambienti 2.5D è stato fenomenale. Inoltre i nostri lighting artist hanno potuto lavorare alla scena come con un qualsiasi set 3D”. Importate su Fusion lo uno script Python e Lua su misura per assicurare il posizionamento corretto dei dati, i piani hanno fatto sì che ogni artista potesse renderizzare automaticamente il proprio personaggio da Houdini e importarlo come proiezione su Fusion.
Poi con un’esportazione nel formato Alembic si è assimilato il posizionamento della telecamera da Maya. “Lavorare su immagini piane in Fusion ha ridotto significativamente i tempi di rendering, a favore di una maggiore flessibilità e creatività per l’intero prodotto. Questo flusso di lavoro ha permesso ai nostri artisti abituati alla nostra pipeline standard di creare qualcosa dal tocco insolito”, conclude Barclay. “Fusion è la chiave del successo nella nostra sfida creativa e logistica. È stato assolutamente indispensabile per Dawn of War III”.